venerdì 25 luglio 2014

Torta di mandorle e carote


Avrei potuto postare questa torta il 09 Luglio, ricorrenza speciale, sono 5 anni che questo splendido gattone ci ha scelti come compagni di vita ed è arrivato in modo delicato e rispettoso. 
In ogni caso lo abbiamo festeggiato, sinceramente lo festeggiamo sempre il nostro supermicio e lui, a suo modo, ci festeggia.
Quando al mattino viene a fare le fusa sul letto, zampettando solo dove c'è il copriletto!
Quando io o il mio compare rientriamo a casa ci viene sempre incontro, quando c'è bello, quando piove e anche quando nevica!
E, sì, è un signor Gattone, non si tira indietro, non si ferma mica per qualche fiocco di neve e vedeste che bello saltellare nella neve già alta cercando di non sostare troppo nell'umido. (Già è un'estate fredda e piovosa e arrivo io a parlare di neve!)
Tornando a noi, Leopoldo sullo sfondo era lì semplicemente in veste di aiutante, consulente diciamo. Evidentemente anche in veste di "modello", ma non diteglielo se no la prossima volta se ne va dallo sfondo. Eh, i gatti son così (vd. anche qui), lui stava lì perché ero intenta a fotografare la torta, avessi avuto l'intenzione di fotografare lui si sarebbe innervosito ed inibito. 
Questa torta non rientra tra i suoi dolci preferiti, come tutte quelle con la frutta secca. Leo predilige il panettone, i dolci con il burro come la pasta frolla e non vi dico quanto gli piacciono i biscotti con il burro come le paste di meliga. 
Tempo fa di notte mi sono svegliata a causa di un rumore, un gran tamburellare, non riuscivo proprio a capire cosa stesse succedendo, mi alzo, vedo Leo scappare dalla cucina e trovo un contenitore di paste di meliga, nella sua confezione di plastica rotonda, spostato, schiacciato e con piccoli buchi doppi. Leo ha tentato tenacemente con le unghie e con i denti, di aprire la confezione per assaggiare qualche biscottino. La mattina dopo facendo finta di niente, si avvicina in mezzo a noi due mentre facciamo colazione, si mette in una posizione composta con le zampe davanti unite, indossa uno sguardo da bravo gattone e ci guarda insistentemente, me in particolare, apre e chiude la bocca e il messaggio è chiaro " me lo fai assaggiare?". Sfido voi a non dargliene un pezzettino! Non miagola mai quando chiede qualcosa, ma si fa capire molto bene con lo sguardo deciso e i gesti precisi, che tipo. A me a volte ricorda QUESTO, lo conoscete?
Beh, adesso non vorrei che dopo aver visto il video pensiate male di lui, devo dire che Leo a parte qualche piccolo tentativo di furto non ha mai fatto danni.  
Per me, per noi è un tesoro peloso meraviglioso.



Ingredienti
250 gr. di mandorle con la pellicina siciliane
250 gr. di carote bio
130 gr. zucchero di canna ecosolidal chiaro
4 uova
2/3 gocce di limone per i bianchi a neve

Tritare le mandorle. Grattuggiare le carote sottili (con un attrezzo elettrico è meglio perché rimarranno più asciutte) e poi fare anche un giro di lama per accorciarle, in modo che la lunghezza delle carote non sia d'impaccio quando taglierete la torta a fette.
Lavorare i tuorli con lo zucchero, quando sono chiari e spumosi aggiungervi le carote e le mandorle, montare i bianchi a neve con le gocce di limone ed incorporarli al composto dolcemente. Cuocere in forno per 40-45 min. a 180°.
Il procedimento è identico a quello illustrato per la torta di nocciole, in questo caso cuocerà un po' di più a causa dell'umidità delle carote.
Le fette sono un pochino sbriciolose, c'è chi aggiunge la farina per renderla più compatta, ma a me piace così, la faccio da anni in questo modo. 
Era un po' che non la facevo e ringrazio mio fratello per avermela ricordata. Lui pensava la ricetta l'avessi scovata io invece, guarda un po', si trova sul primo libricino di cucina che mio padre ha pubblicato anni fa. Ebbene sì, papà ha pubblicato dei libri di cucina per diletto, purtroppo non sono tanto facili da reperire e allora mi fermo qui, del resto questa è un'altra storia...


giovedì 17 luglio 2014

Spaghetti integrali con melanzane e cipolle


Lo vedete il libro sullo sfondo? Ebbene sì, questo piatto l'ho preso da una ricetta, strano ma vero per me, specialmente per un piatto di pasta che di solito faccio seguendo l'ispirazione del momento.
Il libro è "Il grande libro della cucina senza carne" di Paul Southey, un fotografo sudafricano appassionato di cucina, come avrete intuito dallo stile fotografico non è un libro nuovissimo...è del 1980. Quando nei primi anni novanta sono stata vegetariana, mio padre me lo ha regalato prendendolo direttamente dalla sua fornitissima libreria di libri di cucina. In quel periodo essere vegetariani era un'eccezione, noto ora che il titolo del libro non viene usata direttamente la parola "vegetariano", ma viene spiegato il concetto: "cucina senza carne". E' un libro ben curato, ci sono diverse ricette ben suddivise in ricette base ed elaborate con anche proposte di menù differenti, tutto bene presentato, completo nel suo genere, propone una sorta di cucina internazionale vegetariana. I piatti prendono spunto da ricette tradizionali di tutto il mondo: qualche ricetta cinese, indiana, immancabili apple pie e scones e poco altro dalle tradizioni anglosassoni, una grande partecipazione dell'Italia per tutto ciò che concerne le paste e i primi in genere e dalla Francia per quiche, brisè ed affini. Senza lesinare su burro, formaggi alpini, latte e uova, questa è una cucina vegetariana degli albori, che pesca direttamente dalla tradizione, legata ai gusti ricchi e pieni, ai tempi, imprescindibili. C'è una parte dedicata alla panificazione ed una a come fare i germogli in casa, molto utile e all'avanguardia per il periodo. A parte ciò, nessun accenno a concetti salutistici che diamo ora per acquisiti, tipo non usare 100gr di burro in una torta salata che sarà solo un antipasto... tanto per fare un esempio. Non si parla di latti vegetali o di piatti senza derivati animali anche se casualmente possono essercene, come quello che vi propongo. Non si può dire che non ci siano ricette Vegan, direi che allora non esisteva il concetto Vegan, essere vegetariani era già abbastanza e piuttosto stravagante. 
Ora che ci penso, credo di aver assaggiato dei dolcetti fatti senza uova, me li aveva offerti un gruppo di Hari Krishna in piazza. Quei dolcetti erano probabilmente vegani, pensandoci, anche se non scommetterei sul fatto che gli Hari Krishna rinuncino ai latticini, e wiki conferma, dato che latte e derivati sono molto presenti nella cultura hindu alla quale gli Hari K. aderiscono. 
Torniamo alla ricetta vegetariana del mio libro vintage. Anni '80 è già vintage??? l'ho detto per ridere, non me ne intendo, ma se pensiamo allo stile e ai contenuti potrebbe esserlo.



Ingredienti:
250gr di spaghetti integrali
2 melanzane (700 gr.)
2 cipolle rosse
1 cipolla bionda 
Olio Evo, sale integrale q.b.
una manciata di semi di finocchio questa è la mia aggiunta ; )

La scelta del tipo di cipolla è assolutamente casuale, sono quelle del nostro orto e si usa quello che c'è. Le melanzane le ho comprate, le nostre stanno crescendo...lentamente.
L'unica accorgimento in questa preparazione è di cuocere le verdure separatamente, se mettete le verdure insieme, le cipolle non riusciranno ad insaporirsi e a cuocersi prima che le melanzane rubino loro tutto l'olio e il piatto non sarà così saporito, viceversa se mettete le melanzane aspettando la doratura delle cipolle rischiate di sbruciacchiare le cipolle, in sintesi, non provateci. 
In una padella con poco olio cuocere a fuoco lento le cipolle fino a doratura, una decina di minuti. Mettere le melanzane tagliate a striscioline cosparse di sale in un colapasta, apporre peso sopra alle melanzane (si solito metto una bacinella con dell'acqua dentro). Lasciare per almeno mezz'ora se come me arrivate tardi, se riuscite anche 1 ora. 
In un altra padella mettere le melanzane ben strizzate con i semi di finocchio, come dicevo qualunque sia la quantità di olio le melanzane l'assorbiranno, quindi metto pochissimo olio, le copro e le lascio andare un po' così, le scopro per un po' e se necessario le schiaccio e continuo a coprire e scoprire finché saranno cotte, in questo modo ottengo melanzane saporite ma non unte. 
Cuocere e scolare gli spaghetti al dente e unirvi cipolle e melanzane mantecando con un po' di acqua di cottura.

giovedì 10 luglio 2014

Crema di prezzemolo



A maggio ci siamo ritrovati con una mega produzione di prezzemolo, così spesso e volentieri mi sono messa a produrre questa cremina da usare come antipasto e stuzzichino. Ne ho fatte diverse varianti, a seconda di quello che avevo a disposizione, questa versione con i semi di girasole è quella che preferisco, più leggera della nota salsa verde, si adatta ai gusti ed esigenze dietetiche differenti.


Ingredienti:
100 gr. prezzemolo
50 gr semi di girasole
4 cucch. olio Evo
2 cucch. aceto di mele
2 cucch. di acqua (se il prezzemolo è bagnato dal lavaggio non è necessaria)
1/2 spicchio d'aglio (l'avevo dimenticato!)
sale integrale q.b.

Mettere gli ingredienti nel mixer e frullare. Fatta.

Abbinamenti Vegan: 
- insalate di verdure crude
- insalate di cereali e/o fagioli
- verdure al vapore (patate e carrote!!!) e verdure grigliate
Altri:
- pesce al vapore (ottimo!)
- tomini, ricotte, formaggi freschi in genere
- uova sode
- carni bollite (questo è l'unico abbinamento che non ho provato)



giovedì 3 luglio 2014

Coniglio alla ligure


Questo è un classico della cucina ligure, lo ritrovate in ogni ristorante dell'entroterra. Vi si trovano i profumi e i sapori tipici di questa terra.
Che altro dire? Sono in balia di questa estate bizzarra, un po' svogliata e un po' assente, come il sole. 
Ma dato che oggi il sole è tornato, non ho scuse: vi scrivo la ricetta!
Dopo una settimana di tentennamenti, con almeno la scusa di essere impegnata, oggi ho avuto un po' di tempo: sono stata un'ora a girovagare per il web, a curiosare, a caxxeggiare, a riordinare i "preferiti" piuttosto che scrivervi questa ricettina qui, ma dai! Non si fa. E va bene che è un classico, che non c'è bisogno di me al mondo e dei miei consigli per fare un piatto, però adesso è ora, basta procrastinare.



Ingredienti:
un coniglio a pezzi
4/5 cucch. olive taggiasche 
aglio e rosmarino
Olio Evo 
2 tazze di acqua calda o brodo vegetale leggero
1 bicchiere di vino bianco
1 cucch. di farina (facoltativo)

In una pentola di ceramica, se l'avete, mettere olio Evo, un paio di spicchi di aglio e qualche rametto di rosmarino, unirvi i pezzi di coniglio e lasciarli rosolare lentamente (nella pentola di ceramica avviene tutto lentamente). Sfumare con il vino bianco, aggiungere le olive e coprire con l'acqua calda (o brodo). Io ho aggiunto anche un po' di acqua di marinatura delle olive, in questo caso bisogna prestare attenzione al sale, essendo questa solitamente piuttosto sapida. Lasciar cuocere a fuoco basso per almeno un'ora e controllare se necessita di qualche mestolo di liquido in più. La cottura dipende dalle carne, se il coniglio è "di cascina" come quello che ho preso io, solitamente necessita di una cottura più lunga. Quelli acquistati al super hanno una carne un po' più morbida. Alla fine l'ho cotto per 1 ora e 15 circa. Facoltativo: se volete che il sughetto si prensenti leggermente addensato potete aggiungere in cottura un cucchiaio di farina, io l'ho messo 30 min. prima di spegnere. 
L'ho servito con patate croccanti saltate in padella.