giovedì 17 luglio 2014

Spaghetti integrali con melanzane e cipolle


Lo vedete il libro sullo sfondo? Ebbene sì, questo piatto l'ho preso da una ricetta, strano ma vero per me, specialmente per un piatto di pasta che di solito faccio seguendo l'ispirazione del momento.
Il libro è "Il grande libro della cucina senza carne" di Paul Southey, un fotografo sudafricano appassionato di cucina, come avrete intuito dallo stile fotografico non è un libro nuovissimo...è del 1980. Quando nei primi anni novanta sono stata vegetariana, mio padre me lo ha regalato prendendolo direttamente dalla sua fornitissima libreria di libri di cucina. In quel periodo essere vegetariani era un'eccezione, noto ora che il titolo del libro non viene usata direttamente la parola "vegetariano", ma viene spiegato il concetto: "cucina senza carne". E' un libro ben curato, ci sono diverse ricette ben suddivise in ricette base ed elaborate con anche proposte di menù differenti, tutto bene presentato, completo nel suo genere, propone una sorta di cucina internazionale vegetariana. I piatti prendono spunto da ricette tradizionali di tutto il mondo: qualche ricetta cinese, indiana, immancabili apple pie e scones e poco altro dalle tradizioni anglosassoni, una grande partecipazione dell'Italia per tutto ciò che concerne le paste e i primi in genere e dalla Francia per quiche, brisè ed affini. Senza lesinare su burro, formaggi alpini, latte e uova, questa è una cucina vegetariana degli albori, che pesca direttamente dalla tradizione, legata ai gusti ricchi e pieni, ai tempi, imprescindibili. C'è una parte dedicata alla panificazione ed una a come fare i germogli in casa, molto utile e all'avanguardia per il periodo. A parte ciò, nessun accenno a concetti salutistici che diamo ora per acquisiti, tipo non usare 100gr di burro in una torta salata che sarà solo un antipasto... tanto per fare un esempio. Non si parla di latti vegetali o di piatti senza derivati animali anche se casualmente possono essercene, come quello che vi propongo. Non si può dire che non ci siano ricette Vegan, direi che allora non esisteva il concetto Vegan, essere vegetariani era già abbastanza e piuttosto stravagante. 
Ora che ci penso, credo di aver assaggiato dei dolcetti fatti senza uova, me li aveva offerti un gruppo di Hari Krishna in piazza. Quei dolcetti erano probabilmente vegani, pensandoci, anche se non scommetterei sul fatto che gli Hari Krishna rinuncino ai latticini, e wiki conferma, dato che latte e derivati sono molto presenti nella cultura hindu alla quale gli Hari K. aderiscono. 
Torniamo alla ricetta vegetariana del mio libro vintage. Anni '80 è già vintage??? l'ho detto per ridere, non me ne intendo, ma se pensiamo allo stile e ai contenuti potrebbe esserlo.



Ingredienti:
250gr di spaghetti integrali
2 melanzane (700 gr.)
2 cipolle rosse
1 cipolla bionda 
Olio Evo, sale integrale q.b.
una manciata di semi di finocchio questa è la mia aggiunta ; )

La scelta del tipo di cipolla è assolutamente casuale, sono quelle del nostro orto e si usa quello che c'è. Le melanzane le ho comprate, le nostre stanno crescendo...lentamente.
L'unica accorgimento in questa preparazione è di cuocere le verdure separatamente, se mettete le verdure insieme, le cipolle non riusciranno ad insaporirsi e a cuocersi prima che le melanzane rubino loro tutto l'olio e il piatto non sarà così saporito, viceversa se mettete le melanzane aspettando la doratura delle cipolle rischiate di sbruciacchiare le cipolle, in sintesi, non provateci. 
In una padella con poco olio cuocere a fuoco lento le cipolle fino a doratura, una decina di minuti. Mettere le melanzane tagliate a striscioline cosparse di sale in un colapasta, apporre peso sopra alle melanzane (si solito metto una bacinella con dell'acqua dentro). Lasciare per almeno mezz'ora se come me arrivate tardi, se riuscite anche 1 ora. 
In un altra padella mettere le melanzane ben strizzate con i semi di finocchio, come dicevo qualunque sia la quantità di olio le melanzane l'assorbiranno, quindi metto pochissimo olio, le copro e le lascio andare un po' così, le scopro per un po' e se necessario le schiaccio e continuo a coprire e scoprire finché saranno cotte, in questo modo ottengo melanzane saporite ma non unte. 
Cuocere e scolare gli spaghetti al dente e unirvi cipolle e melanzane mantecando con un po' di acqua di cottura.

14 commenti:

  1. Mi piace molto questa ricetta, e la metto da parte!
    Interessante l'introduzione sul tuo libro di cucina, che evidentemente è stato per te un ottimo maestro.
    Ciao,
    Paola

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    1. Sì, è un libro importante per me anche non non ho fatto moltissime ricette. Imparare a fare i germogli nei primi anni '90 (senza internet) non è male ; )

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  2. Veramente buoni questi spaghetti, complimenti!!! Un bacio e buon we

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  3. Che buono questo primo piatto! :-)

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  4. Ah che tempi questi nostri fatidici anni '80! Bellissimo post Cincia, posso confermare molte cose del tuo racconto di quegli anni, persino le mangiate con gli Hari Krishna:) Ero a Napoli nel 1989, quando varcai la soglia di uno studio di un naturopata, mi cambiò la vita quell'incontro e di lì a poco diventai vegetariana... ok mi fermo :D
    Gli spaghetti fatti così sono proprio sfiziosi,ottima l'aggiunta del finocchietto! Baci :)

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    1. Ecco si scopron gli altarini, così sei anche tu una "ragazza anni '80", ecco perché siamo così in sintonia! Eh, gli incontri importanti davvero, hai mantenuto la dieta vegetariana da allora, mentre per me è stata una parentesi, ma fondamentale.
      bacioni a te!

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  5. La foto dellibro è effettivamente un po' vintage ma la ricetta è più che attuale e sicuramente molto gustosa e leggera

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    1. sì, leggera... anche se visto il tempo tra un po' metto sù la polenta!

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  6. bisogna essere curiosi e sapere riprendere le cose che ci sembrano più appropriate mi piace molto

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    1. grazie, poi avrai capito che io non sono tanto modaiola ; )

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  7. ma che bello trovare ed attingere ricette da questi vecchi libri di cucina. Molto interessanti le tue riflessioni sul discorso veg degli anni 80.
    ottima e attualissima la ricetta!

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