martedì 26 novembre 2013

Spaghetti integrali con ragù di lenticchie & C.



Non c'è il due senza i tre, si dice. 
Un'altra ricettina per la raccolta di le ricette di salutiamoci , l'alimento prescelto questo mese è un legume, le meravigliose lenticchie, delle quali sono ghiotta.
Il blog ospitante è questo Il mondo di Cì, come potrete vedere da voi nell'elenco di ricette raccolte ci saranno altre versioni di ragù, questa è la mia, collaudata in famiglia da tempo.



Ingredienti:
300 gr. misto lenticchie, azuki rossi e fagioli dell'occhio
250 gr. salsa di pomodoro 
cipolla, sedano e carota q.b.
olio Evo, sale integrale q.b.
2 pomodori secchi
alloro
Prezzemolo e peperoncino (facoltativi)

Cuocere i legumi precedentemente ammollati un quarto d'ora in pentola pressione con la foglia di alloro, i pomodori secchi e poco sale. Nel frattempo soffriggere carota sedano e cipolla in olio Evo, aggiungere la salsa e cuocere 10 min. a fuoco basso, aggiungere i legumi cotti e continuare la cottura altri 10 min. a fuoco bassissimo.
Condirvi la pasta, consiglio quella integrale, e per rendere il piatto completo e perché il ragù molto cremoso avvolgerà la più ruvida delle paste integrali alla perfezione.
Qui ho cosparso con prezzemolo e peperoncino appena colti che erano a disposizione, naturalmente sono un'eccezione rispetto al ragù in generale, ma in questo di legumi ci sta molto bene. Ravvivano per gusto e vitamine.


venerdì 22 novembre 2013

Insalata di radici innevata



E adesso: RA-DI-CI.
Cosa c'è di meglio di un buon piatto di radici? E' un piatto ideale per l'autunno.
Autunno, beh, parliamone. Un autunno caldo quest'anno, l'erba ancora verde, le piante con le foglie ramate ancora sugli alberi... e tutto d'un tratto: il paesaggio è diventato invernale. Manto bianco di neve e rami spogli, in un soffio, in poche ore tutto è cambiato.
Cosa vi devo dire, pigramente distratta dalle temperature miti non mi ero preparata, non ho cambiato le gomme all'auto. Ho fatto finta di niente anche quando alcuni amici mi hanno detto delle previsioni, non gli ho creduto: non c'è miglior sordo di chi non vuole sentire, davvero! Quindi il rientro a casa di ieri, dalla pianura piovosa verso la collina innevata, è stato un tantino più avventuroso, creativo, diverso. Ci siamo organizzati con il compare e la sua auto per non correre troppi rischi, devo dire che un tratto di strada era proprio piena e scivolosa, pur avendo la sua auto le gomme da neve c'era da divertirsi, a voler fare del rally. Alla fine si è risolto tutto al meglio. Stamani le strade erano pulite, la neve si sta sciogliendo. 
Ho voluto abitare in collina? ...e adesso spalo!

Ingredienti:
2 carote
1 sedano rapa (quelli piccoli che compro dai miei amici, non quelli giganti dei negozi)
1 barbabietola (anche questa la trovo cruda da loro)
4 cucch. di yogurt greco
3 cucch. mandorle 
2 cucch. di succo di limone
1 cucch. di agro di umebosci
1 cucch. di buccia di limone
Olio Evo e sale q.b.

Sbucciare e tritare le radici. Tra parentesi, le carote non le sbuccio ma gratto via la parte esterna sfregandole con il coltello sotto l'acqua. Ci tengo a dirlo perché va di gran moda il riciclo, va bene, ma ho visto dei piatti fatti con le bucce di carote e mi sono detta, ma quali bucce? La parentesi la chiudo qui, per ora, ma ne riparliamo.
Irroriamo le nostre radici del condimento e serviamo con una generosa cucchiaiata di yogurt greco, spargiamo le mandorle a listarelle e un po' di buccia di limone tritate fine.
Lo yogurt è facoltativo, l'abbiamo mangiata un sacco di volte senza, ma se vi piace ci sta benone. Come sempre tutte le varianti sono benvenute, qui ce n'è un'altra, ma se riuscite a trovarle vi consiglio il trittico di radici, insieme son proprio buone. Giuro che è piaciuto anche ad insospettabili golosi di "cose normali" ; )



martedì 19 novembre 2013

Zuppa di lenticchie e zucca


L'ho scoperta per caso qualche anno fa, leggendo il retro di una confezione di lenticchie solidal peruviane. L'abbinamento zucca e lenticchie, "beh, come sarà? Mi incuriosisce"  mi son detta e l'ho subito provato con quelle lenticchie e successivamente con le classiche lenticchie nostrane. Ci è piaciuto molto e a casa nostra è diventata una consuetudine, ne siamo ghiotti consumatori. Spero che ispirerà anche voi...

Con questa zuppa partecipo alla raccolta di Salutiamoci che questo mese è amorevolmente accolta da Il mondo di Cì, vi consiglio di andare a dare un'occhiata alla raccolta di questo mese che mi sembra promettente ed anche al sito di Salutiamoci dove troverete ricette per tutti i gusti e tante notizie importanti e salutari. 
Ecco, il giro me lo sono fatta anch'io dopo aver scritto quanto sopra e pare che io abbia scoperto l'acqua calda dato che l'abbinamento zucca e lenticchie è riproposto più volte tra le ricette raccolte, ma è incredibile come le interpretazioni siano comunque diverse tra loro, con sfumature di gusto, colori e spezie: tutte ottime!




Ingredienti:
300 gr. di lenticchie verdi mignon (peso da secche) 
400 gr. di polpa di zucca nettata
1 porro (o una cipolla)
1 foglia di alloro e 1 rametto di rosmarino
2 cucch. rosmarino tritato e semi di zucca
Lt. 0,80 di acqua (incredibile, mi sono ricordata di misurarla!)
Olio Evo

Ammollare le lenticchie la sera prima o la mattina stessa (di solito mi viene in mente la mattina), sciacquate e mettetele nella pentola a pressione, aggiungervi la zucca tagliata a tocchettini, il porro a rondelle, la foglia di alloro e il rosmarino. Ricoprire d'acqua mettendovene non più di un dito al di sopra dello strato di verdure, con la pentola a pressione generalmente basta un mestolo d'acqua in più della consistenza che si vuole raggiungere.
Cuocere per 20 min. dal fischio, servire con un trito di erbe aromatiche e semi oleosi a piacere, un goccio d'olio. Eventualmente con un extra di crostini, ci vedo bene il pane di segale tostato, in realtà la zuppa è saziante per conto suo.
La cosa importante è scegliere una zucca buona, essenzialmente non fibrosa, che sia la superba mantovana o la hokkaido o una via di mezzo, come questa che avevo io che non so di che qualità sia esattamente.
Ma so da dove arriva: è la nostra prima zucca dell'orto! Sì, ma non la prima di quest'anno, la prima in assoluto e anche l'unica. Però c'è, quest'anno abbiamo la nostra zucca, e scusa se è poco.
Beh, dicevo è fondamentale che sia una zucca che cuocendo si sciolga a crema nella zuppa fondendosi con le lenticchie. Il porro mi piace molto in generale ed in particolare in abbinamento con la zucca, ma l'ho fatta più volte con la cipolla e va benissimo ugualmente. Allora w l'acqua calda con tanta zucca e lenticchie dentro!



lunedì 18 novembre 2013

Tagliolini verdi con misto di funghi



E' ottobre. Una domenica grigia, una passeggiata nel bosco, i funghi sul nostro cammino, i funghi nel nostro zaino, il rientro a casa, la pioggerellina fuori.... cosa potrei fare ora se non due tagliolini da mangiare con i funghi?
Vado nell'orto mentre inizia a piovere, raccolgo velocemente qualche foglia di borragine e mi metto all'opera.

Per i tagliolini:
300 gr. di farina bianca
100 gr. di borragine
   1 uovo
Ho cotto la borragine per pochi minuti con poca acqua, strizzata e frullata. Ho messo sulla spianatoia la farina, il trito verde e un uovo intero. Ho lavorato per 15 min. circa, lasciato riposare solo pochi minuti perché dovevo fare altro, ho tirato la sfoglia con la macchinetta e l'ho tagliata nella trafila più piccola, da tagliolini. Che bella, guarda che bel verdolino! Non aggiungo farina se no mi copre il colore e io voglio fare una bella foto per il blog...un nano secondo e i miei tagliolini si stavano attaccando tutti! Quando si dice la vanità. In effetti l'impasto era un po' umido. Eh così ho dovuto dipanare i tagliolini tra loro pazientemente e aggiungere molta farina, prima di fotografare. Devo dire che avevo lavorato bene il tutto dato che mentre li sfilavo i tagliolini si allungavano diventando sottili ma non si rompevano affatto. Mi sono venute in mente quelle scene con i napoletani o i cinesi che girano e tirano la pasta che si trasforma in spaghetti, non so se avete presente. Forse non c'azzecca tanto ma a me è venuto in mente davvero.


Per il sugo di funghi:
misto di funghi 
(un unico piccolo porcino e il resto composto da steccherino dorato e boleto badius)
aglio
olio Evo
vino bianco
3 bacche di ginepro
sale e pepe
Olio Evo, aglio e le bacche di ginepro in padella, mettere i funghi a tocchetti, prima i gambi e poi il resto se si sono separati cuocere a fuoco vivo ed irrorare con un generoso bicchiere di vino bianco (Soave), rigirare salare pepare ed abbassare la fiamma, proseguire la cottura per 15 min.
Nel frattempo lessare i taglioli, scolarli e saltarli nel condimento. 
Si sentiva sia il profumo di bosco che il sottofondo dal gusto fresco della borragine.

martedì 12 novembre 2013

Miglio, lenticchie e catalogna


Oggi è una splendida giornata di sole e sto molto bene. Senza un motivo particolare, la giornata procede esattamente come le altre ma sto bene, sono serena.
Bisogna dirlo quando si sta bene, quando si è contenti. Non è giusto esprimersi solo quando qualcosa ci tormenta, ma spesso succede. Forse perché quando si è angustiati si ha bisogno di confrontarsi, sfogarsi, capirsi, mentre quando si sta bene non c'è nulla da domandarsi, nulla da cercare in particolare, tutto scorre piacevolmente e non c'è nulla da dire.

Con questo piatto partecipo alla raccolta le ricette di Salutiamoci, ospitata questo mese da Cì, nel suo fantastico mondo.

Sono contenta di partecipare a Salutiamoci con questo post, in fondo l'equilibrio e la contentezza sarebbero due ingredienti da aggiungere all'elenco di Salutiamoci, non trovate? La conseguente raccolta di ricette potrebbe essere interessante.

Qual è la mia ricetta? Beh, oggi potrei dirvi che mi sento "in pace" con me, che mi vado bene come sono, semplicemente. E voi potreste pensare che io sia una sorta di megalomane, oppure una persona senza ambizioni, un'oca giuliva o quello che volete, in realtà sono una persona come tutti voi, con i suoi conflitti e le sue debolezze. 
Se oggi vi scrivo dalla mia nuvoletta di "beatitudine" è perché ho passato tanti momenti a vedermi nei miei conflitti, a vedermi nelle mie debolezze, tante ore in ascolto profondo...
...ore su tappeti di pratica yoga e di meditazione con maestri più o meno saggi, ho letto molti libri di altrettanti sapienti di differenti culture...
... in pratica se non l'avete ancora capito: sono una ripetente di lunga data e se finalmente qualcosa si muove dentro, qualcosa lascia, si apre uno spazio, appare una leggerezza ...
...vuol dire che era ora, che i miei sforzi e il mio impegno non sono stati inutili! 
Qualcosa è permeato nel mio piccolo essere reticente e si rivela nella quotidianità della vita.


Ingredienti:
250 gr. di miglio
300 gr. di lenticchie (peso da secche)
1 pianta di catalogna
olio Evo e limone q.b.

Preparare le lenticchie precedentemente ammollate in pentola a pressione con una foglia d'allloro e una cipolla intera, 20 min. dal fischio. Nel frattempo tostare il miglio con un goccio d'olio, ricoprire con l'acqua e lasciar cuocere circa 20 minuti. Lavare la catalogna, tagliarla a listarelle e cuocere una decina di minuti in poca acqua, scolare bene.
Servire i tre alimenti nel piatto e condire con olio e limone a piacere. 
buona salute e tanta contentezza a tutti voi!



venerdì 8 novembre 2013

Fusilli integrali con roveja e cavolo nero



Ritorniamo alla normalità domestica con un piatto tipico di casa mia che soddisfa il gusto, sfama, nutre e si prepara velocemente. 
Il binomio cereali integrali e legumi in versione fast...but not trash. 
Avendo avuto dei rientri a casa ad ore in possibile, negli anni passati mi capitava di rientrare dopo 14 ore fuori casa, mi sono organizzata per fare dei pasti veloci, piatti unici sostanziosi e possibilmente anche sfiziosi.
Come fare:
1) tenere sempre in casa qualche buon pacco di pasta integrale, oltre a quella di grano anche quella di farro, di saraceno (che non è un cereale) o altre secondo i gusti per variare il più possibile.
2) quando si preparano i legumi farne una quantità doppia, in modo da averli pronti da utilizzare alla bisogna nei giorni seguenti.
E' il caso di questa roveja, prezioso dono della mia amica Viv. che ce li ha portati direttamente dal centro Italia. Qui in Piemonte non l'avevo mai vista, anche se l'avevo già sentita nominare. E' un piccolo legume dall'aspetto simile alle lenticchie, dal gusto più delicato, ottime davvero, ve le consiglio.

ah...sì vi ho scritto che stavo 14 ore fuori casa e magari qualcuno legge e pensa che io sia stata una supermanager, una persona con un lavoro iper impegnativo e proporzionalmente remunerativo, no. Non è proprio il mio caso.
Sono impiegata in una ditta piccola e resistente, una tipica ditta italiana. 
Facevo tardi perché dopo il lavoro me ne andavo qua e là ad insegnare yoga, l'ho fatto per 11 anni, fino all'anno scorso. Quest'anno pausa.

Ingredienti:
250 gr. di fusilli integrali (bio)
300 gr. di roveja (già cotta in pentola a pressione con 1 faglia di alloro)
8 foglie di cavolo nero (orto)
1 peperoncino (facoltativo)
1 spicchio d'aglio 
olio Evo q.b.

Soffriggere l'aglio e il peperoncino nell'olio, versarvi il cavolo nero a listarelle, salare e coprire e lasciar cuocere 10 min. abbondanti, se necessario aggiungere un goccio d'acqua. Questo dipende anche dal cavolo, se è più o meno coriaceo, in questo caso era tenero e non ho aggiunto l'acqua. Quando il cavolo è cotto ma ancora croccantello aggiungere la roveja in modo che si scaldi e si insaporisca. Nel frattempo cuocere i fusilli, scolarli e rigirarli allegramente nel condimento.


mercoledì 6 novembre 2013

Cosa bolle in pentola?




Devo fare i conti con una parte di me che non conoscevo o che non ammettevo a me stessa: la mia incostanza, la volubilità. Ebbene sì, scopro un'estrema volubilità nei confronti del mio rapporto con il blog ed "i blog". Momenti di presenza e curiosità e momenti di ... distrazione, distanza e mutismo. E va bene che solitamente coincidono con momenti di assenza reale, di picchi di lavoro o via dicendo. E va detto che non ho la connessione a casa, quindi va da sé che non posso essere aggiornata, sul pezzo. Bella scusa questa, figurati se anche avessi la connessione quanto ci starei davanti al computer con tutte le mie belle occupazioni domestiche e non, proprio una cippa ci starei, è sicuro.
E cosa vi combino adesso? Vi posto la passata di pomodoro!
Mentre il mondo web passa dall'incursione di fantasmi alla tinta arancio della zucca ed ora occhieggia già (giaggià!) al Na-ta-le, arrivo io con la mia beata o beota innocenza a postarvi la salsa che ho preparato un paio di mesi or sono.
L'avevo dimenticata, avevo salvato le foto in bozza e poi ho lasciato lì...ma non dovrò tenermelo lì in bozza per 10 mesi, nooo, che fastidio!

allora, accattatevilla: 'a pummarò


La famiglia Pummarò

Da tanti anni mi preparo la salsa per l'inverno e difficilmente ne farei a meno. 
Non parlo di grandi quantità, siamo in due, ne preparo tra i 20 e i 25 chili. 
Anni fa la facevo accodandomi ad amiche iper-attrezzate, da quando la faccio da sola ho semplificato il processo, funziona bene ed è giusto per me.
I pomodori li acquisto da un fruttivendolo di fiducia che me li sceglie maturi, pronti da fare, il venerdì pomeriggio li ritiro e il sabato mi metto all'opera. Come vedete i pomodori sono quelli belli polposi, S. Marzano o Botalino da sugo appunto, provenienti dal piacentino.
Quest'anno è venuta davvero un'ottima salsa, il sugo era particolarmente cremoso e denso, il marito dice che è merito suo, che, per la prima volta quest'anno mi ha aiutata, grazie.
Metto a bagno i pomodori, il fruttivendolo mi ha consigliato di lasciarli a bagno dalla sera prima, ma se sono ben maturi non è necessario.
Li lascio prima a bagno col bicarbonato, li lavo ad uno ad uno mettendoli in acqua pulita e li risciacquo di nuovo per un totale di 3 lavaggi. Li stendo su una grande tovaglia in modo che colino il grosso dell'acqua e si asciughino.
Li taglio a metà, tolgo "il verde" ovvero la parte bianco-verde del picciolo, e così talgiati li passo. Fino a due anni fa lo facevo masochisticamente a mano col passaverdure, poi ho deciso che meritavo una promozione e mi sono regalata un tritatutto elettrico, un bel progresso!
La macchina separa il sugo dalle bucce, le quali sono da me passate al passaverdura dato che sono intrise di una buona quantità di sugo e dato che il mio residuo di masochismo deve trovare il suo sfogo, ci mancherebbe.
Metto tutta la salsa ottenuta in pentole capaci e le metto sui fornelli, devono raggiungere il bollore, quando mescolo e il bollore riprende subito per me sono pronte da invasare. La verso nei barattoli nei quali ho messo qualche foglia di basilico, chiudo bene e dispongo i barattoli coricati nel sacco a pelo, lasciandoveli fino a quando si saranno raffreddati. Mano a mano si sente il tipico ticchettio delle capsule. 
Più tardi schiacciando il coperchio verifico che non ci sia aria nella capsula per avere la conferma che siano sottovuoto, di solito funziona perfettamente. Se c'è qualche barattolo con coperchio "dubbio" lo tengo a portata di mano per usarlo subito, in frigo per maggior sicurezza.
La salsa messa così sottovuoto si conserva un anno e più, non ho mai avuto problemi.
Come vi dicevo la passata quest'anno è venuta bella densa, in ogni caso, anche quando è un po' più liquida preferisco invasarla presto senza cuocerla a lungo per mantenere di più il profumo del pomodoro. Del resto quando cucino con la salsa, la cuocio solitamente in padelle larghe per alcuni minuti con eventuale soffritto o varie, ha quindi modo di raddensarsi in ogni caso.
L'anno scorso ho fatto anche un po' di polpa pronta, non quest'anno. Chissà magari la rifarò il prossimo anno e magari riuscirò a postarla per tempo alla sua stagione, magari...


La famiglia Pummarò in gita

L'etichetta "ORTO" non vi inganni, come ho scritto i pomodori li acquisto. I nostri pomodori dell'orto non sono né abbastanza corposi né abbastanza numerosi. 
Il basilico è del nostro orto  ; )


Vietato non assaggiare