venerdì 29 marzo 2013

L'intensità dell'adorazione appassionata

Ho ricevuto via mail questo video di Nathalie Delay ed ho pensato di condividerlo in questo spazio. Lei mi piace molto, non l'ho mai incontrata, mentre ho incontrato alcune volte il suo maestro Daniel Odier che propone l'insegnamento del Tantra Shivaita Kashmiro.


Buon ascolto e Buona Festa!

venerdì 22 marzo 2013

Gnocchetti di farina di ceci e grano duro



Questo ricetta l'ho ripescata dal mazzo di "pizzini" con appunti e idee varie rinchiuse in un cassetto che prima o poi, forse, metterò in pista. E come non cogliere l'occasione di provare gli gnocchetti con farina di ceci sull'onda di Salutiamoci di questo mese? Sul sito citato trovate tutti i dettagli dell'iniziativa e questo mese potete vedere una favolosa e ricca raccolta di ricette con i ceci a casa di Katia: pappaecicci.


Per gli gnocchi                                                     
150 gr. farina di ceci
150 gr. farina di grano duro integrale
0,300 Lt. acqua (calda)

Per il sugo:
una bella manciata di bietoline
2 cucch. di funghi secchi
1 cipolla
salsa di pomodoro

Miscelare le due farine e aggiungere l'acqua calda, impastare e lasciar raffreddare l'impasto. Fare dei salamini e formare gli gnocchi.
Per il sugo ho pensato ad un gusto bietole e funghi, tipo "zimin". Così ho raccolto le microbietoline rimaste nell'orto, le ho tritate e le ho passate con un po' di olio evo in padella insieme alla cipolla, ho aggiunto i funghi ammollati e ho lasciato insaporire per una decina di minuti, ho aggiunto un tocco di pomodoro per legare il tutto. Gli gnocchi hanno un buon gusto di ceci e si sono  sposati  bene con questo sughetto. Ho qualche perplessità sulla loro consistenza, erano buoni, ma penso che la prossima volta proverò a mettere meno acqua e a farli più piccini, meno gnocchi e più tipo cavatelli o gnocco sardo. Chissà se qualcuno ha già provato?




Vi segnalo altre due ricette con i ceci, Salutiamoci compatibili, presenti sul mio giovin blog:




lunedì 18 marzo 2013

Insalata di ceci delle due stagioni


Questa insalata l'abbiamo mangiata sabato, di solito facciamo solo uno spuntino a pranzo, questo piatto è stato perfetto: leggero e nutriente. Abbiamo fatto giusto in tempo a raccogliere qualche primulina, e devo dire che mi è anche dispiaciuto un po', mi sembra sempre di fare uno scempio a mangiarmi anche i fiori, come non bastasse tutto quello che abbiamo a disposizione. Alla fine ha vinto la vanità decorativa, l'occasione era ghiotta ; ) 
I miei rimorsi di aver depredato il prato sono stati letteralmente cancellati: domenica mattina ci siamo svegliati di nuovo in pieno inverno, con uno spesso strato di neve che ricopriva tutto.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Salutiamoci  che questo mese ha come protagonisti i ceci ed è ospitato dalla simpatica pappa e cicci.



Ingredienti:

300 gr. di ceci cotti
5 ravanelli
2 carote
1 barbabietola
1 manciata di primule selvatiche
Olio Evo Aceto Sale Peperoncino a piacere

Beh, c'è poco da dire, tagliate le verdure come più vi piace e condite a piacere. Ho messo un pochino di aceto sulle carote per non farle annerire (ne uso uno di vino bianco fatto in casa molto delicato). Il gusto dei ceci ha legato bene con la barbabietola, ci è piaciuto con un tocco di peperoncino in aggiunta.


 


Il piatto e il bicchiere della foto sono di gres nero dipinto di azzurro, fatti dall mia amica Chiara, potete dare un'occhiata alle sue creazioni qua. In caso vi stiate chiedendo se le sto facendo pubblicità, vi rispondo subito: ovvio che sì, penché non dovrei farlo? E' una mia amica ed è brava, spero piacerà anche a voi ; ).





mercoledì 13 marzo 2013

Varietà, stagionalità, ascolto.


Un po' di chiarezza sul mio orientamento alimentare: sono un'onnivora, un'onnivora riflessiva. Non seguo nessun indirizzo dietetico particolare, sono curiosa e prendo appunti e spunti da tutte le proposte: vegetariana, macrobiotica, etnica, vegan, ayurvedica, eubiotica sempre passando per la cucina tradizionale. Prediligo i cibi vegetali, mangiare la carne era un vero tormento per me da bimba, forse l'apprezzo di più ora, ma raramente ne sento il bisogno o la "voglia" e di solito apprezzo di più il pesce e la carne di animali piccoli. Quello che cerco solitamente è la qualità, i prodotti del territorio, meglio se anche Bio (con bollino o senza...). Naturalmente con qualche compromesso, altrimenti non mangerei pesce di mare, vivendo in piemonte.
Di base, non acquisto i cibi troppo lavorati o quelli con troppi ingredienti, un alimento di buona qualità il più vicino possibile alla sua integrità, a come si presenta in natura è fonte di piacere e nutrienti senza bisogno di trucchi o di aggiunte varie. Il chicco e il seme ne sono un esempio, come si può vedere dalle foto e dalle poche ricettine postate sono tra i miei preferiti. Anni fa sono stata vegetariana per un periodo ed ho iniziato a mangiare i cereali integrali, non erano molto diffusi, di certo non si trovavavano al supermercato come ora. Li trovavo in un negozietto bio, l'unico ai tempi nella mia città, era gestito dalla mia prima insegnante yoga, ma questa è un'altra storia... Da allora sono sempre presenti nella mia dispensa sia in chicchi interi, sia come pasta o come farina.
L'altra cosa che ho imparato quando ero vegetariana è che il binomio cereali-legumi è un alimento completo perfetto. Come vedete ce n'è per tutti i gusti e non sono neanche tutti, solo quelli che ho in casa, in inverno ho una bella scorta ; )



La varietà. Più si varia e più nutrienti diversi avremo a disposizione, semplice. Ogni alimento ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi quindi la varietà ci evita l'accumulo di una sostanza nociva e la carenza di un nutriente utile. Non c'è bisogno di essere scienziati, no? Ma se volete avere un parere scientifico in merito troverete sicuramente delle buone informazioni direttamente da persone competenti, per esempio qui.
Varietà in tutto: pesci, carni, erbe aromatiche, spezie e naturalmente frutta e verdura.
Tutta la frutta e verdura disponibile nel rispetto della stagionalità. Beh, non credo ci sia bisogno di aggiungere nulla penso che ormai ci sia consapevolezza in questo, non c'è bisogno di avere l'orto per sapere qual è la verdura di stagione, basterebbe documentarsi o molto semplicemente andare dai contadini al mercato. L'Italia è un territorio piccolo con città piccole, anche le città "metropolitane" non sono poi tanto grandi e non posso credere che una persona abbia visto solo il banco di verdura del supermercato, chissà?Quindi, dando per scontato la stagionalità dei vegetali, perché non pensare ad una stagionalità anche per i prodotti di origine animaleRiguardo ai pesci è già cosa nota vedi e vedi. Qualche esempio, di inverno le galline fanno meno uova perchè c'è meno luce, se avete la possibilità di acquistarle da chi le ha davvero ruspanti e non le illumina artificialmente, o di visitare qualche parente gallinato in campagna ve lo dirà. La cascina dove ho acquistato un pollo un mesetto fa circa mi ha detto che non avrebbe più avuto polli fino a maggio. Il formaggio di capra nei mesi invernali non è disponibile, i formaggi freschi di capra sono di nuovo disponibili ora. Sicuramente chi è cresciuto in campagna troverà altri esempi di questo genere. Che dire poi del fatto che certi alimenti più grassi come la carne di maiale o il burro hanno un senso in un clima freddo ed invernale, specialmente per chi sta ore al freddo, mentre sono solo un peso in un clima caldo. Personalmente non compro burro da maggio in poi, eccezione se devo fare qualche dolce particolare, cosa che di solito non capita dato che alla fine opto per un dolce più leggero. A me capita di aver voglia di un qualcosa di più grasso quando fa molto freddo, quando la temperatura segna il sottozero per giorni, quest'anno non ha fatto freddissimo e non sono andata appositamente in cerca di cibi extra grassi. Cos'è che mi induce a cercare un cibo piuttosco che un altro, che mi fa decidere cosa mettere nella sporta della spesa, di mangiare una cosa piuttosto che un'altra? A volte è solo un fatto occasionale, ma mi piace credere che spesso dipenda dall'ascolto. Ascolto di me, del mio corpo, un risvegliato istinto verso ciò di cui ho bisogno. Ho notato che le poche volte che il mio corpo mi richiede carne può accadere nel periodo dell'ovulazione, non nel periodo ciclo come si potrebbe supporre. Ascolto il bisogno di insalata, se manca per un paio di giorni. Il bisogno di un gusto amaro, di uno acido, di uno dolce o salato. Ascolto che quando mangio fuori casa e mangio troppo o magari non tantissimo ma cibo molto elaborato, con tanti ingredienti diversi, si crea un disagio che non riguarda solo il corpo, una sensazione come a non sopportare un corpo così stipato di sapori! E prendo nota e cerco di essere fedele al mio sentire. Già, questa è la chiave, essere fedeli al sentire, tenerlo presente, a portata di mano. Perché se una persona mi viene a dire "ascolto che il mio corpo mi chiede una tale crema spalmabile al cioccolato" posso anche crederle, ma se questa persona si ascolta veramente, ne avrà soddisfazione dopo un paio di cucchiai e non dopo aver finito tutto il barattolo, vi pare? Naturalmente potrete anche smentirmi ; ) Penso che conoscersi, sentire come si sta bene dopo aver mangiato alcuni cibi sia una buona guida, che può sostituire regole ferree o dettami, in leggerezza. E' questo è ciò che personalmente applico, o perlomeno tento di applicare. Eh, beh, certo anche io ogni tanto incappo in qualche schifezzina che pare lì per caso e se ti osi assaggiarla non la smetti più...
Ultimo assaggio "vaccata": patatinegustopeperosalime... nel loro genere horror hanno un loro perché, ma anche questa è un'altra storia...

Raramente entrano in casa mia i succedanei, non li amo molto, se rinuncio a un cibo è perché ci rinuncio e non sento il bisogno di prenderne una pseudo imitazione, ma questo è il mio carattere e per caso o per fare certi esperimenti mi è anche capitato di fare delle eccezioni.
Ci sono alcuni ingredienti che evito accuratamente, in ordine sparso: glutammato, aromi, aromi naturali, grassi idrogenati, grassi parzialmente idrogenati, olio di palma, dolcificanti vari, EEE vari, conservanti vari, etc.

Ed ecco le foto con i nomi dei protagonisti della dispensa:



Riso semintegrale Rosamarchetti, Avena, Riso integrale Rosamarchetti, Segale, Farro, Riso Venere, Riso Arborio, Grano saraceno*, Riso basmati, Riso integrale originario, Miglio, Farina di Grano Duro, Riso Rosso, Farina di grano tenero, Farina di mais
* il grano saraceno non è un cereale, ma una poligonacea.



Lenticchie, Cannellini, Fave spezzate, Roveja, Fagiolone Biellese, Lenticchie decorticate, Borlotti, Fagioli neri, Fagioli marroncini, Fagioli Biellesi, Cicerchie, Fagioli rossi, Azuki verdi, Ceci, Azuki rossi, Piselli spezzati, Fagioli allegri, Fagioli dell'occhio


venerdì 8 marzo 2013

W i carciofi!


Prima di tutto vorrei spendere qualche parola su questa splendida tovaglia. Lo so, lo so, che siete tutti lì ammirati ed invidiosi, la vorreste anche voi una bella così. E vorreste almeno sapere dove l'ho presa, certo ve lo dico...arriva dal mucchio, dal cassettone, dal cumolo di tovaglie... salta fuori questa qui, direttamente dagli anni '70. Il mio compare dice che non è sua, del resto io sono certa che non l'ho mai comprata, vi pare? Insomma sembra sia spuntata dal nulla, miracolosamente comparsa al momento giusto, non trovate ci vada a nozze con i carciofi? Come il cacio sui maccheroni.

Zuppa di carciofi e broccoli con farro

2 carciofi
1 broccolo medio
1 patata
1 cipolla
80 gr. farro
dado vegetale

Mettere la cipolla e la patata nell'acqua fredda, aggiungere il dado, quando bolle il farro, aggiungere il gambo del broccolo e dei carciofi, in seguito i carciofi a tocchetti mano a mano che si tagliano (in questo modo non c'è bisogno del limone, specialmente se si capovolgono i quarti sul tagliere). Dopo 35 min. aggiungere il fiore del broccolo a tocchetti e cuocere ancora 5minuti. Servire.



Dopo la zuppa, ancora un buchetto, uno spazietto nello stomachino dei commensali ci sarebbe ancora... ancora carciofi:



Boscaiolo ripassato con carciofi e noci

1 tomino stagionato detto boscaiolo
1 carciofo
2 noci
le mie noci sono di Grenoble... e non lo dico per far la snob : )
lo dico per fare rima. A parte gli scherzi sono le uniche Noci Buone che trovo in zona da qualche anno a questa parte.
Tagliare i carciofi a fettine sottili, ripassare in padella qualche minuto. Togliere i carciofi dalla padella, posizionarvi il tomino e lasciare andare qualche minuto a fiamma bassa bassa, meglio con uno spargifiamma. Qunando inizia a sciogliersi, girarlo sull'altro lato, rimettere i carciofi in padella e cospargere con le noci a tocchetti.
Il boscaiolo con la verdura me lo ha insegnato la mia cara amica Viviana che tempo fa ad una cena aveva preparato degli splendidi tomini con la trevigiana, belli impacchettati e messi in forno, buonissimi! La mia è una versione rivisitata, alla veloce.


mercoledì 6 marzo 2013

Appunti dal bosco e minestra di polenta




 

Questa magnifica quercia secolare si trova in Valsesisa, a pochi passi da Villa del Bosco (BI), le abbiamo fatto visita il 06 gennaio in una giornata inaspettatamente calda, abbiamo passeggiato in maglietta. Il contrasto tra il calore e la veste del bosco, la luce nel cielo invernale, conferiva all'insieme qualcosa di estremamente irreale, come fuori dal tempo e dalle stagioni.         

Saluto al Grande Albero! particolare del tronco

Un altro luogo e un'altra giornata, le foto qui sotto risalgono a qualche settimana fa, ancora in pieno inverno. Un giro nei boschi della Serra, nei dintorni di casa:



e cammina e cammina...



Intreccio con Betulla


  
 

Famiglia Castagno

Grande castagno

 

















La Signorina GiovinCastagno







Ed ecco la Gentilissima Signorina GiovinCastagno che mi suggerisce cosa fare per cena al mio rientro dalla bella passeggiata nel bosco, un piatto semplice e antico: una minestra di polenta.
Minestra di polenta:
1 bel cavolo dell'orto*
120 gr. farina di mais
Lt.2 di brodo vegetale
ricotta affumicata grattuggiata
1 noce di burro
Salvia

Tagliare il cavolo a quadrotti e stufarlo con 2 cucch. di olio evo in una pentola, salare leggermente e coprire in modo che il cavolo si lasci andare un po', aggiungere il brodo vegetale, è ammesso aggiungere acqua e dadofattoincasa direttamente in pentola, dato che trattasi di una non-ricetta. Quando il brodo con il cavolo bolle aggiungere la farina di mais (frusta a portata di mano) e lasciar cuocere almeno 40min. Alla fine aggiungere il formaggio grattuggiato, la salvia e la noce di burro. Al posto del burro l'avrei provato con un giro di olio di noci, ma l'avevo finito. La farina è macinata a pietra, la qualità di mais è marano e ottofile, biosenzabollino, acquistata dai miei preziosissimi fornitori.
* ormai è rimasto solo il cavolo nell'orto, un po' di orgoglio tra gli ingredienti ci può stare!

venerdì 1 marzo 2013

LEOPOLDIZENZERO o Gingerbread Leopolds



Ecco dei buoni biscottini speziati, un classico della cucina americana. La ricetta l'ho trovata su joyofbaking se siete golosi, occhio, è un sito da frequentare con cautela! Non male il video con la madamin concentrata e precisa, mi piace quando dice "m'lassä" con quell'accento americano che suona quasi da bassa padana. Ma io, perché avrei dovuto andarmi a comprare la melassa che arriva da oltre oceano quando avevo in casa un bel barattolo di melata delle colline biellesi? Lo so, che la melata e la melassa non sono affatto parenti, però il colore è quasi uguale ; ) Non avendo mai assaggiato nè melassa, nè i gingerbread originali non ho sentito la mancanza di nulla, eheheh! La melata che ho utilizzato era piuttosto aromatica e ha dato un sottofondo deciso, penso che prossimamente li rifarò con il miele, acacia o castagno o quello che avrò a disposizione. Il biscotto aveva la giusta croccantezza e "puciabilità", la proporzione farina/burro mi sembra che sia accettabile, quindi la ricetta base merita di essere esplorata in altre versioni, eventualmente anche senza spezie.

Le spezie macinate



Farina gr. 390 (grano tenero tipo 2)
Melata gr. 160
Burro gr. 113
Zucchero gr. 100
Uova n° 1
Lievito 3/4 cucch.
Zenzero 2 cucch.
Cannella 1 cucch.
Noce moscata 1/4 cucch.
Chiodi di garofano 1/4 cucch.




Battere a crema il burro con lo zucchero, incorporare l'uovo, la melata quando saranno amalgamate aggiungere le polveri miscelate fra loro... Dividere l'impasto in due, coprire e lasciar riposare in frigo per un paio d'ore. Stendere i biscotti in forma leopoldosa e infornare a 180°per 12 min. circa.


Ed ora Signore e Signori, Vi presento l'unico, il vero, l'autentico: LEOPOLDONE! 
detto LEOPOLD o LEO o chilosà. E' un essere meraviglioso che 4 anni fa ha scelto casa nostra per vivere e noi ne siamo felici ed onorati!
  
Leo tra i fiori - primavera 2012