lunedì 25 febbraio 2013

Riso e cipolle, con mela renetta e curry



Arrivo all'ulitmo minuto ... con la mia ricettina per la raccolta di:  le ricette di salutiamoci:


ospitata questo mese da: la cuoca pasticciona.

Quando ho visto l'argomento Cipolla mi è subito venuto in mente un risotto che ho fatto tempo fa, una di quelle cose che si improvvisano al momento e, casualmente, non sono niente male. Avevo proprio voglia di cipolle, ho deciso di fare un risotto dove la cipolla avesse un ruolo da protagonista e non da semplice sfondo relegato al momento del soffritto. Quindi ne ho messa in abbondanza, ci ho aggiunto il curry e chissà com'è mi è venuto in mente di meterci anche una mela renetta a tocchettini, così per dare un tono al tutto.
Lo ripropongo qui in versione essenziale con il riso integrale:



 gr. 250 riso integrale Rosa Marchetti

 3 cipolle bionde 
1 mela renetta

2 cucch. di curry           

1/2 limone spremuto             

Dado vegetale                
  
Cuocere il riso integrale con il doppio di acqua ripetto al volume del riso e un cucchiaio di dado vegetale (già salato). In una padella a parte stufare le cipolle nell'olio (Evo) al quale si sarà aggiunto il curry, dorare bene le cipolle, salare e coprire. Aggiungere qualche cucchiaiata di brodo vegetale per evitare che attacchino e lasciar andare fino a quando le cipolle saranno ben dorate e caramellate, ci vogliono circa 20 minuti, a questo punto aggiungere la mela renetta a dadini e cuocere ancora 5/10 minuti. Quando il riso è cotto, quello che ho utilizzato ci mette 45 minuti, ripassarlo per qualche minuto nel condimento di cipolla aggiungendo il succo di limone e servire.
  
Ciotola Maniterra con sfondo innevato


giovedì 21 febbraio 2013

Ancora e sempre fa-ti-co-sa-men-te, anche questa volta ANDRO' A VOTARE.

Piselli spezzati, rape, riso rosso, santoreggia.



Povera Patria di Franco Battiato 

Povera Patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese e` devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza piu` calore?

Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali,
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.

Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Si può sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature,
se avremo ancora un po' da vivere...
la primavera intanto tarda ad arrivare.

 

martedì 19 febbraio 2013

Spiced apple porridge

o meglio: pappa d'avena e mele speziate ; )


Sono a casa con evidenti sintomi di raffreddamento, un po’ fame ce l’ho e questo è sicuramente un buon segno. Avrei voglia di mela cotta, ma anche di qualcosa di più sostanzioso, che riempia… prendo due mele, sbuccio e taglio a tocchetti, ricopro con poca acqua, aggiungo zenzero e cannella in polvere e qualche chiodo di garofano, aggiungo l’avena e cuocio per 10min. circa. Dolcifico con miele direttamente in tazza. Buono e “medicamentoso”, infatti lo zenzero è un ottimo espettorante, la cannella e i chiodi di garofano hanno un potere battericida mi-ci-dia-le.
A proposito riporto le indicazione per un decotto antinfluenzale tratto dal libro: "Le 100 erbe della salute" di F. Firenzuoli, Ed. Tecniche Nuove. "... 1/2 chiodi di garofano con un frammento di cannella in 200 ml. d'acqua. Portare a ebollizione e far bollire per 2/3 minuti. Lasciare in infusione per 20 minuti, filtrare, aggiungere il succo di mezzo limone e 1 cucchiaio di miele. La dose consigliata è 2/3 tazze al giorno."  Questa è la versione "scientificamente" consigliata, naturalmente ho fatto qualche variante in corso, come aggiungere un po' di zenzero all'infusione, o utilizzare l'arancia al posto del limone a secondo della disponibilità. Eh, figuriamoci se mi attengo alle istruzioni precise, non sia mai. Che dire, buona salute!!!

giovedì 14 febbraio 2013

Zuppa orzo ceci erbette



Ecco una bella zuppa, piatto completo e nutriente.
Ho preparato questa zuppa senza accorgermi che l'orzo (comprato sfuso da Ermanno), non era l'orzo che ha di solito, ma era Orzo Mondo ... "Sarai Mondo si monderai lo Mondo!" ve lo ricordate?
Beh, citazione cinematografica a parte, dicevo, era Mondo e si vedeva eccome, ma ho fatto finta di niente, mi son dimenticata di dirmelo, che sbadata! Così è stato tutto un lascio ancora 10 minuti, e poi ancora...e di 10min in 10min c'è voluta un'ora. Già, pensandoci avrei potuto cuocere ceci e orzo mondo insieme in pentola a pressione, a occhio dovrebbe funzionare.
Il mio dado, non è un vero dado vegetale. Sono solo verdure tritate (cipolla sedano carota zucchina prezzemolo basilico aglio...penso di aver scritto tutto...) e messe a congelare nel contenitore per cubetti di ghiaccio. Il vantaggio è che non è salato, si può così utilizzare senza timore di salare troppo. Lo svantaggio è che non è già un po' cotto come il dado vegetale che si fa solitamente.
Le erbette sono del nostro orto, incredibilmente resistono all'inverno, si fanno tutte piccole e grassotte, la foglia diventa più spessa, in ogni caso sono tenere e saporite.


200 gr. ceci (cotti in pentola pressione)
80 gr. orzo mondo
Erbette 
1 Cipolla
3 Pomodori secchi

Olio EVO

Dado vegetale

Aglio

Rosmarino





Sofffriggere cipolla, aglio e rosmarino, aggiungere i pomodori secchi risciacquati in acqua tiepida, aggiungere acqua, dado e orzo. Dopo 30 min. aggiungere i ceci già cotti (una parte, circa  1/4 del totale, l'ho frullata), lasciar cuocere un po' (10min circa), aggiungere le erbette tritate grossolanamente e cuocere ancora una decina di minuti e la zuppa dovrebbe essere pronta. Aggiungere olio Evo crudo a piacere e buona zuppa!

venerdì 8 febbraio 2013

Zuppa di cipolle...per un picnic in casa


Qualche domenica fa avevamo in programma un picnic con amici, ebbene sì, un bel picnic di gennaio!  Non sarebbe la prima volta: un pallido sole, una bella camminata, un posticino asciutto dove sedersi e il picnic è servito in ogni stagione. Di fatto le previsioni per quella domenica, eccezionalmente confermate dai fatti, erano piuttosto “grigie” o meglio dire “bianche” di neve e nebbia, un tantino troppo anche per noi, gli zelanti gitanti ; )  Ho provveduto quindi a preparare un rincuorante piatto caldo: una zuppa di cipolle.
Pentola di ceramica acquistata alcuni anni fa in una bottega artigiana a Rore in Val Varaita (CN).
6/7 cipolle bionde medie (700gr circa)
Lt. Brodo vegetale (Lt 1,700 circa)
6/7 fette pane seccato in forno (o pane secco già affettato ripassato in forno qualche istante)
1 ½ etto di gruviére
2 cucch. Farina di grano tenero
3 cucch. Di parmigiano
¼ bicchiere di vino rosso (facoltativo)
2 chiodi di garofano (facoltativo)
Gr. 15 Burro
Olio Evo e sale q.b.

Versare le cipolle affettate sottilmente in una pentola dove si sono scaldati l'olio con una parte di burro e i chiodi di garofano, dopo qualche minuto aggiungere il vino, lasciar asciugare ed aggiungere la farina. Rimestare con attenzione e aggiungere il brodo, inizialmente a poco a poco come per una salsa. Lasciar cuocere la zuppa per almeno 20minuti. Preparare uno o più contenitori adatti alla cottura in forno, imburrare leggermente, disporre qualche fetta di pane e spargervi il gruvière tritato, qualche fiocco di burro e versarvi qualche mestolata di zuppa, altro strato di pane e gruvière, completare con la restante zuppa e spolverizzare di parmigiano. Cuocere in forno a 180° per altri 20minuti circa. Le fette di pane le ho disposte lasciando un po’ di spazio tra una e l’altra, il risultato è stato una via di mezzo tra la consistenza della zuppa canavesana e una più classica zuppa di cipolle. Per ottenere quest’ultima, ridurre le fette di pane indicate, oppure disporre una fetta a persona con formaggio etc. in una singola terrina x persona, ricoprire con abbondante zuppa e passare in forno.


Questo contenitore è la fondina del mio servizio ufficiale, manu-fatto dalla mia amica Chiara, titolare dello splendido laboratorio ManiTerra . Ve ne parlerò ancora prossimamente.

martedì 5 febbraio 2013

Pasta pasticciata alla zucca






“Con una zucca un po’ così…, la consistenza un po’ così…”
Un caro amico mi ha regalato una splendida zucca di una qualità mai vista prima, con la buccia liscia e verde, molto bella a vedersi (ops…non ho pensato di fotografarla! ), sembrava uscita da un libro di favole. Al taglio, però, ha deluso la mia aspettativa, si è rivelata fibrosetta e piuttosto acquosa. Avendone un certo quantitativo a disposizione, dopo aver fatto zuppe varie, ho pensato di acconciarla a “besciamella”, anzi, a “salsa” nel tentativo di addensare un po’ la polpa e renderla più cremosa. In un pentola: ho tostato 3 cucchiai di farina con un po’ di olio, aggiunto a poco a poco un po’ di brodo vegetale, circa un mestolo in tutto e continuato a rimestare la salsa densa ottenuta per qualche minuto, una vera e propria colla, alla quale ho aggiunto la polpa della zucca cotta al forno e frullata, ho lasciato cuocere questa salsa per qualche minuto. Nel frattempo ho cotto i maccheroni molto al dente, preparato una pirofila unta con olio, versato un po’ di pasta condita con la salsa, cosparsa di parmigiano e mandorle tritate sia nel primo strato che in quello in superficie. Cotto in forno a 180° per 15 minuti circa.

Polpa di zucca gr ???...tanta
Maccheroni gr 250
Mandorle tritate
Farina integrale cucch. 3
Parmigiano quanto basta
Olio Evo

Chissà poi perché la zucca cresce come niente nell'orto, tutti ne raccolgono a iosa e noi niente! Il noi rappresenta il marito ortolano e la sottoscritta, raccoglitrice e trasformartrice ; ) Il nostro primo orto, nella casa dove abitavamo prima, ha prodotto i primi frutti dopo circa 3 o 4 stagioni passate senza raccolto. Quando finalmente c'era una bella pianta con zucche in avvistamento, noi ci stavamo preparando a traslocare, a luglio abbiamo lasciato la casa e l'orto (in effetti di solito non  si trasportano) e le zucche se le sono mangiate gli inquilini subentrati. Nella casa nuova era tutto da fare, la terra piena di sassi e povera di nutrienti, ci è voluto un po' di incoraggiamento, malgrado questo, già dal primo anno la pianta c'era ed aveva i suoi frutti, ecco che arriva un "amico" ad aiutarci a sistemare il giardino e decapita la nostra zucca! La scorsa estate tutto prometteva bene, una rigogliosa pianta con diverse promesse zucche, e voilà, ci ha pensato la grandine che a metà luglio ci ha tritato tutto  : (  
Ma ce la faremo, lo so, prima o poi avremo una nostra zucca e allora faremo festa!

lunedì 4 febbraio 2013

Zuppa di cavolo nero in bianco

Il cavolo nero, questo sconosciuto…dalle mie parti (Piemonte) sono in pochi a sapere cosa sia, credono che sia quello viola, ma no, eh che cavolo! Il cavolo viola è viola e il cavolo nero è verde scuro. Dopo questa doverosa e colorata precisazione, passiamo alla ricetta. Una variante della classica zuppa toscana, con omissione di pomodoro.
300 gr. fagioli cannellini (cotti in pentola pressione)
1 Cavolo nero
120 gr. farro
Cipolla, sedano, carota, aglio, rosmarino (per soffritto)
Olio EVO
(peperoncino in tavola)

Soffriggere in olio EVO cipolla, sedano, carota (in questo caso ho utilizzato un trito pronto che ho di scorta un freezer), aglio e rosmarino, dopo qualche minuto aggiungere il cavolo nero tagliato prima per il lungo e poi a striscioline (la costa in mezzo va tolta se è troppo coriacea o  ripulita dei filamenti più grossolani), si ripassa nel soffritto per qualche minuto, poco sale, incoperchiare lasciare cuocere qualche minuto fino a quando è necessario aggiungere acqua, coprire il tutto con acqua, dopo qualche minuto aggiungere i fagioli già cotti e, dopo che ha ripreso il bollore aggiungere anche il farro già cotto. Lasciar zuppettare per almeno 15 minuti, in modo che i sapori si amalgamininnn... amalgaminnnonno...amaaaaaaaaah, insomma fate così che vien più buona : D
Il cavolo nero è dell'ORTO!