mercoledì 30 gennaio 2013

Un uomo che ama la Terra



“J’ai vu changer la terre. La planète est bien plus belle que je ne l’imaginais. Depuis que j’ai commencé à la regarder vraiment, elle n’a eu de cesse de me surprendre par sa splendeur. J’espère que vous aussi qu’en regardant ces photos, les plus fortes que j’ai prises en vingt ans, vous vous laisserez transformer par la beauté du monde comme je l’ai été, et que vous voudrez aussi apporter votre contribution à la préservation de la planète. Chacun d’entre vous peut faire quelque chose. A vous de trouver quoi”. Yann Arthus-Bertrand
"Ho visto cambiare la terra. Il pianeta è molto più bello di quanto immaginassi. Da quando ho cominciato a guardarlo veramente, non ha smesso di sorprendermi per il suo splendore. Spero che anche voi, guardando queste foto, le più forti che ho scattato in vent'anni, vi lascerete trasformare dalla bellezza del mondo come è successo a me, e che anche voi vorrete apportere il vostro contributo alla preservazione del pianeta. Ognuno di voi può fare qualcosa. Sta a voi scoprire che cosa". Yann Arthus-Bertrand
Questa è la frase che introduce i visitatori alla mostra fotografica:  "Yann Arthus-Bertrand - Dalla terra all'uomo" che è in corso al Forte di Bard (AO) per info 
Immagini spettacolari corredate da istruttivi testi eplicatvi, mostrano la bellezza del pianeta e la relazione dell'uomo con esso. Toccante il video "7 miliardi di altri", dove questi "altri" siamo noi, tutti noi: gli abitanti del pianeta Terra.
Sarebbe bello la vedessero tutti, ma proprio a tutti...specialmenete quegli esemplari umani, ce ne sono parecchi nella nostra "società evoluta", parlo di chi fa' finta di niente, i "nonvedononsentononparlo" che ci circondano con la loro risoluta indifferenza. Chi non è di questa razza, e vuole farsi un'idea del meraviglioso lavoro svolto dall'autore, può dare uno sguardo qua. Buona visione!

Fettuccine ceci e rape


“Le rape??? Ma sono amare!…mi dicono. E io rispondo “Amare??? Ma sono buone!” Quanta gente non apprezza le rape, la cosa mi lascia talmente perplessa che quasi quasi, per non sentirmi sola, creo un gruppo su faccia-libro: “gli amanti delle rape”. Bene, a me piacciono proprio, sono aromatiche e gustose, si abbinano perfettamente ai legumi, ottime con le lenticchie o con il purè di fave. Il trucco è cucinarle in padella con l’olio,  facendole dorare un po’, senza coprire e senza salarle fino all’ultimo, in modo da lasciarle croccanti. Ho la fortuna di avere le rape nell’orto, quindi ne utilizzo anche le foglie come ogni altra verdura “verde”: minestre, contorni, ripieni e anche nei sughi. Ora è freddo e le foglie sono un po’ patite, altrimenti le avrei aggiunte a questo piatto… piatto o assembramento di avanzi qual è in realtà.
Pasta lunga di grano duro gr. 250 (le ho chiamate fettuccine per il formato, ma sono senza uova)
Ceci cotti 2 /3 mestoli
3 rape saltate in padella
Salsa di pomodoro gr. 250
2/3 pomodori secchi
1 spicchio d’aglio
Olio EVO
Soffriggere l’aglio nell’olio, aggiungere i pomodori secchi sciacquati in acqua tiepida, i ceci (la maggior parte interi e una piccola parte frullata), lasciar insaporire e aggiungere la salsa, salare. Cuocere la pasta e saltare a lungo nella salsa ottenuta, aggiungere la dadolata di rape cotta a parte e servire.

martedì 29 gennaio 2013

Tortine leggere


Una ricetta semplice e leggera, l’ho trovata qua. Ho utilizzato una parte di impasto per fare delle crostatine con marmellata di prugne, la mitica marmellata della zia, con mandole spezzate in superficie. Con l’impasto rimanente ho fatto una sorta di mini apple pie/strüdel con mele renette, pinoli e uvetta. Come si vede la mia lavorazione è un tantino più rustica dell’originale … però era buona lo stesso ; ) Rispetto alle dosi indicate, ho aggiunto un po’ di farina (a manate) per asciugare l’impasto troppo umido, sicuramente incide il tipo e la consistenza della ricotta che si ha a disposizione. Gli ingredienti per l’impasto base sono suppergiù le seguenti:
 
250 gr. di ricotta
180 gr. di farina di farro integrale
3 cucchiai di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaio di lievito per dolci  





  



lunedì 28 gennaio 2013

Torta di grano saraceno …per una giornata nevosa




Cosa c’è di meglio di una fetta di torta gustosa e nutriente dopo una passeggiata nel bosco con il sentiero innevato? Risposta: una fetta di torta e un bicchierino di passito di Erbaluce! Oppure torta e una tazza di tisana di Honeybush per i più moderati.
250gr. Farina di grano saraceno (tipo 2)
200 gr. Mandorle con la pellicina tritate
240 gr. Zucchero di canna chiaro vanigliato (nel mio vasetto c’è una stecca di vaniglia)
180 gr. di burro
4 uova
1 bustina lievito per dolci
Marmellata di fragole (oppure la classica di mirtilli o ai frutti di bosco in genere)

Battere il burro con lo zucchero a crema, aggiungere un tuorlo alla volta, aggiungere le farine precedentemente mischiate con il lievito e a poco a poco aggiungere i bianchi montati a neve.
A questo punto un pensiero sorge spontaneo: cosa uscirà fuori? Già, perché invece di trovarmi un bell’impasto cremoso, mi si presenta un bel malloppone poco più morbido di una pastafrolla. Che fare? Procedere con fiducia, cuocere in forno già caldo a 180° per 45° minuti ed ecco una bella torta lievitata. (E’ andata bene! ). Lasciar raffreddare, tagliare a metà e farcire con la marmellata. Quella che ho utilizzato è una meravigliosa farina che arriva direttamente dal Trentino Alto Adige, le mandorle sono siciliane, acquistate grazie a :  http://igelsielatalpa.it/



La pratica è senza scopo


SANS BUT EST LA PRATIQUE
Une pose est un événement extraordinaire.
C’est tout l’environnement qui participe à cela.
Vous rejoignez la sève, le matin qui monte dans les arbres,vous rejoignez les différentes espèces animales, végétales, et ce qui est au-delà de l’humain.
Vous intégrez votre rôle dans la création.
Vous ne faites pas cela pour vous sentir mieux, cela n’a absolument rien à voir .
C’est uniquement un sacrifice, une offrande,c’est gratuit.           
Eric Baret

La pratica è senza scopo

Una postura è un avvenimento straordinario. Tutto l’ambiente vi partecipa. Raggiungete la linfa, il mattino che sale tra gli alberi, raggiungete le differenti specie animali, vegetali e ciò che è ad di là dell’umano. Voi integrate il vostro ruolo nella creazione. Non fate questo per sentirvi meglio, non ha niente a che vedere con questo. E’ unicamente un sacrificio, un offerta, è gratuito.
Eric Baret