venerdì 26 agosto 2016

Puttanesca alle alghe



Scompaio, riappaio, sono altalenante sul blog e non starò più a tediarvi con questo argomento,  dato che mangiare mangio in ogni caso, vi mostro semplicemente quello che preparo nella quotidianità. Non ho mai presentato grandi piatti e non mi sono mai data ad una cucina sofisticata o laboriosa, però ci sono stati alcuni momenti in cui mi lanciavo in preparazioni ed esperimenti con passione, alcune paste fresche per fare un esempio. Bene, in questo periodo non mi capita, la cucina non è nei miei pensieri. Non passo a vedere le vostre meraviglie, non prendo nota, non ci penso. Faccio la spesa, vario l'alimentazione e mi tratto bene, decido al momento senza progettazione.
Ma cos'avrò mai da fare per trascurare tutte le buone cose delle amiche blogger, per non segnarmi una nuova ricetta, per non mettere la mani in pasta?
Beh, veramente le mani in pasta le metto in un certo qual modo, basta dare un'occhiata qui.
Sto preparando il necessario per far partire le attività della nuova associazione Sundaram, ecco dove convoglia tutto l'impegno e l'attenzione di cuore, testa e mani.
Per questo proporrò solo cose veloci, nate dall'immediatezza, come un piatto di pasta.

Le alghe sono quelle cose che boh, però cucinate ed aggiunte nel modo giusto, perché no.
Mi piace questo stile adolescenziale, adatto alla mia loquacità ridotta del venerdì mattina prima del caffè. Bene, se come me siete un po' curiosi e volete assaggiare le alghe, se come me non potete mangiare le acciughe o non le volete mangiare perché siete vegan, potete cimentarvi in questo sughetto.

Puttanesca alle alghe
Spaghetti di grano duro integrali
1 arame 2 hijiki ammollate e sbollentate
2 cucch. capperi
10 olive verdi medie
peperoncino
1 cipolla grande
salsa pomodoro oppure 4 pomodori da sugo
prezzemolo tritato con spicchio d'aglio (piccolo per me, se no il compare si lamenta)
olio Evo q.b.

Mettere in ammollo le alghe per almeno 15 min. e poi sbollentarle.
Sciacquare i capperi dal sale, tritare capperi, olive veri e peperoncino
Tagliare e soffriggere la cipolla, aggiungere il trito di capperi olive e peperoncino, aggiungere le alghe dopo averle scolate e tritate, lasciare insaporire il tutto e aggiungere la salsa o i pomodori a tocchi. Cuocere 5 min. e poi saltare gli spaghetti scolati nel sugo, cospargendo del trito di prezzemolo con aglio.

mercoledì 27 luglio 2016

Riso rosso per pic nic estivo


Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di ospitare una cara amica, insieme a lei e al mio compare abbiamo fatto una piccola escursione tra i boschi fioriti e i prati verdi, fino a raggiungere il Santuario di S. Bernardo  di Trivero (BI). 
Ho improvvisato questo riso con quello che avevo in casa, per avere uno spuntino fresco da portare nello zaino.

gr. 220 circa riso rosso, cotto la sera prima 20 minuti in pentola pressione dopo risciacquo
1 cucchiaio di capperi sotto aceto
3 cipolline dotto aceto balsamico e qualche cucchiaio della loro liquido
3 cucchiai di olive verdi siciliane
3 pomodori secchi
10/12 pomodori datterini 
Olio Evo q.b.
una manciata di santoreggia, quella con le foglie più lanceolate, da poco ho scoperto essere soprannominata erba cerea
A completare il nostro cestino della merenda frutta secca e frutta fresca...mamma mia che salutisti!
Vi saluto con alcune foto della giornata:

La Valsessera

Rododendri in fiore



S.Bernardo in vista

venerdì 10 giugno 2016

Lasagna solo capra alle erbe di campo


Giorni e giorni senza pubblicare, e questo già era successo.
Giorni e giorni senza aprire il mio account google un po' troppo, no?
Non commento, mi metto all'opera semplicemente.
Ripesco questa ricetta primaverile, al limite della stagionalità se siete in pianura o in collina come me, fattibile se salite un pochettino più su verso la montagna, troverete erbe tenere non ancora fiorite da raccogliere.
Questa lasagna è fatta con le erbe raccolte nel mio prato diciamo fine aprile, con solo formaggio e latte di capra. Li ho acquistati a La casa delle capre, dove Daniela produce con cura, amore e creatività degli ottimi formaggi di capra. Ho pensato di usare anche il latte per dare un gusto uniforme, sia le erbe che i prodotti caprini hanno un gusto forte e delicato. Le capre si nutrono delle stesse erbe spontanee, i sapori sono affini. E infatti il risultato è stato davvero ottimo.
Non a tutti piacciono i prodotti di capra, certamente ce ne sono di più forti e odorosi, impegnativi, e altri più delicati, quelli che ho utilizzato e che consumo abitualmente sono del secondo tipo. 
Tra le tante dicerie c'è quella del formaggio di capra che è meno grasso e mi sento di fare una piccola riflessione, o due.
1 Formaggio senza grasso o poco grasso esiste? 
Tralasciando ricotta o affini, il formaggio per essere tale ha bisogno del suo grasso ed ha bisogno di sale per la sua produzione e conservazione quindi si sa che non bisogna abusarne. Personalmente trovo i prodotti di capra molto più digeribili, sì mi viene da dire più "leggeri", ma mi riferisco alla mia digestione, non ai nutrienti che contiene.
2 I grassi dei prodotti di capra sono diversi da quelli vaccini, ma:
Cito: Il latte di capra è quello che ha il minor contenuto di colesterolo se confrontato con il latte di pecora e vacca, bisogna però rilevare che:
  • la differenza è minima, 10 mg per il latte di capra, 11 per quelli di pecora e vacca, per 100 g di prodotto. Una differenza del tutto trascurabile;
  • il latte è un alimento povero di colesterolo, bisognerebbe assumere 30 litri di latte per arrivare alla quantità giornaliera massima!
Chi parla di assenza di colesterolo nel formaggio di capra o nel latte di capra sta professando il falso, chi lo scrive sulle etichette dei prodotti è passibile di denuncia. Chi invece parla di un ridotto tenore di colesterolo rispetto agli altri latti non dice il falso, ma sta promuovendo una caratteristica ininfluente dal punto di vista salutistico. Consiglio quindi di diffidare di entrambi gli "approcci commerciali".

Toma
Ingredienti:
Una sporta di erbe spontanee:
creste di gallo, silene, piatarun e piantaggine
200 gr. di toma di capra
1 conf. di lasagne sottili pronte
1 Lt. di latte di capra
50 gr. di farina (integrale tipo 2)
Olio Evo q.b.
Semi di papavero

Erbe spontanee: creste di gallo, silene, piatarun, piantaggine

Lavare le erbe e metterle in padella con un cucchiaio di olio e uno spicchio d'aglio, salare leggermente e coprire, lasciare stufare per 10 minuti.
Preparare la besciamella tostando la farina in 2 cucch. di olio, sale pepe, aggiungere il latte e completare la salsa con pazienza. Non so voi ma io non ho tanta pazienza in queste preparazioni, so che dipende dal fatto che ho trascorro poco tempo in casa, motivo per cui le lasagne sono già pronte. Pur adorando fare la pasta a mani nude, devo ricorrere alle scorciatoie se voglio togliermi questo genere di sfizi.
Tagliare il formaggio e formare gli strati, un cucchiaio di besciamella sul fondo, pasta, erbe, formaggio, besciamella sopra e si ricomincia. Terminare con la besciamella e spargere i semi di papavero. Infornare a 190° per 35 minuti circa e buon appetito!

gli strati

il gran finale


l'assaggio

lunedì 21 marzo 2016

Piselli a sorpresa


Buona primavera a tutti!
In attesa che arrivino le tenere e profumate verdure primaverili, vi offro questo semplice piatto di legumi fatto con i piselli secchi. Nella mia assidua frequentazione dei legumi ho assaggiato alcune volte i piselli spezzati e non mi hanno mai entusiasmato, tendono a diventare farinosi. Questi sono piselli secchi interi, devo dire che mi mi hanno convinta, mi son piaciuti. Li rifarò.

Ingredienti:
250 gr. di piselli secchi ammollati dalla sera prima
1 cipolla bianca
2 pomodori secchi
Olio Evo e sale q.b.
Santoreggia
Soffriggere la cipolla in poco olio, aggiungere la santoreggia e i pomodoro secco a pezzetti, unire i piselli ben risciacquati, rigirare e poi coprire di acqua fino ad un dito sopra il livello dei legumi, salare e cuocere. Per me che utilizzo volentieri la pentola a pressione con i legumi basta una mezz'ora circa, in pentola normale calcolare almeno un'ora scarsa e mettere più acqua.
Servire con un bel cereale integrale di vostro gradimento e un piatto di verdure a foglie, spinaci o erbette, avrete così un bel piatto unico completo.

mercoledì 16 marzo 2016

Pizza di patate


Come sono indietro, come sono indietro. Ho un sacco di ricette invernali e qui sta arrivando la primavera, forse. Ieri pomeriggio ho raccolto del tenero tarassaco da mangiare in insalata e oggi mi sono svegliata ed ho trovato la neve. Inutile farsi troppi pensieri, continuo con quello che ho, un po' come capita, un po' come fa il tempo.
Ora sfodero un piatto semplice, semplicissimo. Ai tempi suggerito dalla panettiera campana alla mia nonna, della quale vi ho già parlato, che la preparava per la gioia dei nipoti golosi. Non è una vera ricetta e non è neanche una ricetta "sostitutiva", come quelle che sono ora in auge tipo "pizza di cavolfiore", dove la verdura vuole sostituire i calorici carboidrati. Tranquilli, nella pizza di patate vi ritrovate ugualmente la vostra bella dose d zuccheri. Probabilmente è uno di quei piatti nato per caso, fatto con quello che c'è: 2 patate bollite, un po' di pomodoro, mozzarella e si mangia.

Ingredienti:
4 patate medie
1/4 lt. di salsa
1 spicchio d'aglio
1 mozzarella
Olio Evo, sale q.b.
Origano fresco, facoltativo.

Le patate andrebbero bollite, ma io sono più comoda a cuocerle al vapore, così le sbuccio da crude e faccio prima. Sono una da scorciatoie, se non si era ancora capito.
Cuocio la salsa per qualche minuto con un goccio d'olio e uno spicchio d'aglio. Mia nonna faceva un vero e proprio sugo con anche la cipolla. Quindi regolatevi secondo i gusti.
Ungere d'olio una padella antiaderente, disporvi le patate a fette spesse almeno 2cm., disporvi il sugo e in seguito la mozzarella a pezzi. Coprire e porre su uno spargifiamma a fuoco basso fino a quando la mozzarella si è ben sciolta e le patate insaporite.

16 MARZO 2016

venerdì 26 febbraio 2016

Polenta e carbonade


L'aria è bella fresca, sulle montagne è prevista neve, allora, ce la vogliamo fare una bella polenta?
Un classico della cucina valdostana, dove naturalmente lo potrete gustare tutto l'anno.

Ingredienti:
800 gr. Carne di bue
50 gr. burro 
1 cucch. farina bianca
1 cipolla
1 cucchiaino di dado vegetale
2 chiodi di garofano (facoltativi)
1 bicchiere colmo di vino rosso ad alta gradazione
sale pepe chiodi di garofano

Rosolare la carne nel burro, toglierla, rosolare la cipolla con i chiodi di garofano, rimettere la carne e bagnare il tutto con abbondante vino rosso e abbassare il fuoco. Cuocere a lungo, aggiungendo eventualmente un bicchiere di brodo, cosa che io ho fatto dato che mi piace farla cuocere tanto la carne, all'incirca 2 ore a fuoco basso, e, come vedete ho usato la mia bella pentola di ceramica. Mezz'ora circa prima di spegnere ho aggiunto il cucchiaio di farina con un setaccio per non formare grumi. Solitamente l'indicazione delle ricette è di infarinare la carne, ma il rischio, specialmente in una pentola rustica come la mia è che la farina attacchi e oltre ad avere la farina che si bruciacchia al fondo della pentola, il risultato sarà che la carne non si rosola come dovrebbe. Quindi questo è il mio consiglio non solo per questo piatto ma in genere per le carni da soffriggere infarinate. Se poi non avete voglia di prepararlo, fatevi un bel giro, questo è un piatto che merita un giro in Valle.
La Val d'Aosta nel suo piccolo produce dei vini interessanti, Il vino che ho utilizzato per la cottura, e finito pasteggiando, è valdostano, mi pare un uvaggio a maggioranza nebbiolo. 

giovedì 18 febbraio 2016

Risotto alla trevigiana


Adoro la trevigiana, cruda cotta e ancora cotta, mi piace sempre. Ultimamente ho scoperto quanto sia buona grigliata sulla pizza, accostamento insolito e gustoso. Penso che per apprezzare appieno il sapore di questa bella insalatina (e chiamala insalatina!), non ce n'è come fare un bel risotto.

Ingredienti:
200 gr. di riso semintegrale Rosamarchetti
        lt. brodo vegetale
2 cespi di radicchio....
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco
1 foglia di alloro
1 noce di burro
Olio Evo, parmigiano, sale pepe q.b.

E se non vi scrivo la ricetta e vi rimando ad uno dei risotti già fatti? Ma sì dai, tanto mica avete bisogno di me per fare un buon risotto. (vedi: 123)


Ssssssssssssssssssssssssssssssssssssst!
Il riposo del risotto, fase fondamentale della preparazione.

Mangiarlo, la fase necessaria ed inevitabile.